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Benvenuti alla lettura del Giornalino Shiatsu Nimà numero 6.
IN QUESTO NUMERO:
IL MIO SHIATSU
I GRANDI ALCHIMISTI DELLO SHIATZU
AUTUNNO… TEMPO DI POLMONE
LA PIU’ GRANDE SCOPERTA DELLA MIA GENERAZIONE E’ CHE L’UOMO PUO’ CAMBIARE LA PROPRIA VITA SEMPLICEMENTE CAMBIANDO IL PROPRIO ATTEGGIAMENTO MENTALE.
WILLIAM JAMES
IL MIO SHIATSU
Gli atteggiamenti degli Uke e le loro abitudini li tengono relegati al passato.
La loro personalità, governata dalle emozioni (catene di aminoacidi prodotte dal cervello), nutre il corpo che traduce con dolori e tensioni ciò che ha prodotto.
Star bene non è solo assenza di dolore ma, uno stato sublime di gioia dove i colori hanno altre sfumature, le percezioni della realtà cambiano, i pensieri mutano.
Con la personalità non sperimento nulla di nuovo ma ripeto solo vecchi programmi.
Lo Shiatsu mi permette di mettere in campo un nuovo Sentire, nuove ipotesi, sensazioni, percezioni, strategie, scelte da sperimentare, osservarle sul momento e creare nuova conoscenza.
L’altro (Uke) mi permette di vedere ciò su cui devo applicarmi e migliorare.
In quel momento creo per me e per il mio uke nuovi baby neuroni nel cervello (campi di accettazione) che, se nutriti per almeno 29 giorni (effettuando trattamenti), diventano una evidenza ricorrente.
Sto gettando le basi per collegarmi con un nuovo futuro, ricco di straordinari ed inaspettati accadimenti.
Questa è la mia esperienza in tanti anni di STUDIO e PRATICA dello Shiatsu.
Metteteci passione, i risultati saranno straordinari.
Giorgio Bertazzoni
I GRANDI ALCHIMISTI DELLO SHIATSU
Da millenni i Cinesi per primi (per ciò che ne sappiamo) hanno intuito come il corpo umano sia depositario di infinite informazioni che riguardano non solo la sfera fisica, ma sopratutto quella psico-energetica, la quale integra e completa il quadro di informazioni che raccogliamo per personalizzare il trattamento.
Solo la loro grande pazienza di fermarsi e rimanere in ascolto ha permesso a noi occidentali di addentrarci in un mondo che ogni giorno si riempie di nuovi contenuti.
Tutte queste informazioni supportate da una sperimentazione sono state tramandate a noi, nei principi di base, per poterci permettere di accettarle attraverso una didattica precisa, che a noi occidentali è servita, per non dare l’impressione di parlare di “acqua fritta”.
Da alcuni anni gli studiosi di fisica quantistica e del cervello umano hanno definito il principio dell’Osservatore, (il nostro “shiatzuka”) rilevando che dove si porta l’osservazione/attenzione si determina una scelta di destino che influenza il “cambiamento”.
Lo “Shiatzuka” con la pressione mette in pratica lo stesso principio: quando pratichiamo… ci connettiamo, ascoltiamo e determiniamo il miglior approccio per quel momento.
Tutto ciò ci fa capire come il trattamento che svolgiamo abbia implicazioni molto più profonde, rispetto alla scelta di trattare questo o quel meridiano.
Nella mia esperienza scopro come tutto questo diventi una grande alchimia nel determinare quali ingredienti utilizzare, con quali dosaggi; un po’ come quando in cucina utilizzo le spezie (un pizzico o q.b.).
Questa scelta determinerà il buon sapore e la giusta amalgama di ingredienti che partendo dalla ricetta base, ha le nostre sfumature (frequenze) e mostra a noi stessi quanto l’assemblaggio di tutti gli ingredienti sia stato effettuato con l’atteggiamento più utile per quel momento.
E quale sarà l’obiettivo da perseguire?
Beh, credo che ognuno di noi dovrà scoprirlo strada facendo…(con compagni di viaggio, occasionali, fissi o magari soli), con la pazienza che ha contraddistinto gli orientali in migliaia d’anni di attenta osservazione per permetterci di cercare quale sia lo scopo che ci ha portati qui, per fare cosa… e per portarci dove?
Solo le grandi domande ci offrono la possibilità di ricevere grandi risposte.
Lo Shiatsu ci permette, ci aiuta, ci offre lo stimolo per cercare di comprendere tutto questo.
Come per i grandi alchimisti della storia, sul futon iniziamo a miscelare i vari ingredienti che ci permetteranno di trasformare il piombo in una lucente moneta d’oro, in pratica trasformare una vita triste e sofferente
in una straordinaria avventura piena di gioia, amore e consapevolezza.
Che grande viaggio ci aspetta…..
Che lo sconosciuto sia con noi.
Giorgio Bertazzoni
AUTUNNO… TEMPO DI POLMONE
Ogni stagione contiene dentro di sé caratteristiche e potenziali incredibili che si riscontrano sia nella natura che nell’essere umano. L’autunno è una stagione di grande movimento che trasporta ogni cosa in profondità affinchè si possa proteggere e preservare per il periodo invernale. È un lento e delicato richiudersi lasciando alle spalle tutto ciò che è stato vissuto e consumato nella stagione del sole. Il meridiano che possiede questa potenzialità è il polmone che ci permettere di entrare in comunicazione con noi stessi aprendo un dialogo con la nostra più profonda essenza. L’aspetto comunicativo è il punto di forza di questo meridiano. Attraverso la sua potente energia siamo invogliati a ripiegarci dentro noi stessi godendo della nostra piacevole compagnia. Durante l’osservazione del nostro interno scopriamo i nostri talenti, le nostre potenzialità ed elaboriamo modalità diverse per esprimere il nostro mondo interiore senza timore, senza paura del giudizio ma solo per la voglia e la necessità di manifestare ciò che siamo. Entriamo così in comunicazione con gli altri in modo personale ed unico, rompendo ogni tipo di barriera. Gli artisti comunicano con la scrittura, la pittura, la scultura usando oltre all’intelletto la manualità, il tatto. Altri utilizzano le parole, i canti, i lunghi discorsi, altri ancora utilizzano il corpo esibendosi in danze e mimiche. La maestria di cucinare un buon piatto, o di allestire una casa è opera della spinta energetica del polmone. Ogni persona ricerca modi originali e fantasiosi per esprimersi e comunicare la sua presenza nel mondo. Noi utilizziamo lo shiatsu!
Il polmone si muove instancabilmente dall’interno all’esterno utilizzando la sua via preferenziale: il respiro. L’aria che inspiriamo dona al polmone vitalità, entusiasmo e lui di rimbalzo la trasmette internamente diffondendo ovunque la sua energia. L’aria che buttiamo fuori ripulisce il nostro essere da tossine e scorie sia fisiche che mentali.
Se il nostro atteggiamento nei confronti della vita cambia drasticamente divenendo chiuso e inflessibile, allora il polmone inizia a fare i capricci. Il respiro si modifica, diventa insufficiente, corto, incostante e non fa circolare l’energia in modo adeguato creando disagi nel fisico e nella sfera psichica. Allora compaiono i raffreddori, i disturbi polmonari, dalla tosse alle bronchiti ecc…
Essendo il meridiano di polmone collegato al meridiano di grande intestino, i fastidi si estendono alla funzionalità intestinale causando stitichezze, gonfiori addominali e stanchezza. Questo squilibrio si estende verso l’esterno manifestandosi sulla pelle, anch’essa controllata dall’energia del polmone. La sfera psichica subisce forti turbolenze sfogandosi in tristezza, malinconia, depressione. La mente diventa rigida ed inflessibile, chiudendosi verso un mondo fatto di passato dove il rimpianto e il rancore diventano i padroni.
Sono certa che ognuno di noi shiatsuki abbia notato questi disturbi nei nostri uke o in noi stessi durante questo periodo. Proviamo ad affrontare queste problematiche con un atteggiamento diverso. Per prima cosa pensiamo al polmone nelle sue grandi e straordinarie potenzialità. Questa energia è dentro di noi e con essa tutte le belle caratteristiche che abbiamo visto prima. Vediamoci fortemente e con passione proiettati nell’ambiente esterno e con gli altri. Vediamoci tranquilli e sereni nei momenti in cui siamo soli con noi stessi, pensando che dentro di noi c’è un mondo pieno di talenti che aspettano solo di essere espressi. Respiriamo a pieni polmoni, assaporando ogni molecola d’aria che entra in noi. Gustiamoci cibi leggermente piccanti per creare dilatazione nei polmoni così che possano lavorare meglio. E soprattutto rimaniamo consapevoli di questa energia ogni giorno per tutto il suo periodo di grande manifestazione. Se siamo alle prese con un ukè che ha una turbolenza nel meridiano di polmone non guardiamolo in modo triste e malatticcio ma vediamolo allegro, esuberante e in piena espansione. Poi i pollici faranno il loro mestiere.
Evviva l’autunno con i suoi colori meravigliosi, con le nebbie avvolgenti ma meditative, con le piogge intense che invogliano a trascorrere serate in buona compagnia davanti ad un bel fuoco, o ad avere momenti di sana e illuminante solitudine assaporando il silenzio o leggendo un buon libro.
Evviva il polmone che ci consente di fare esperienza di tutto questo.
Luigina Fortis
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luiginafortis@alice.it
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Benvenuti al 5° numero del Giornalino Shiatsu Nimà
Benvenuti al 4° numero del Giornalino Shiatsu Nimà.
Raccogliamo i frutti del nostro lavoro, e affrontiamo il seminario finale con gioia e allegria.
In questo numero:
SETTEMBRE, E’ TEMPO DI “VENDEMMIA”
CHI VUOI ESSERE? AMICO O ASSISTENTE?
IL MAESTRO NON SI LASCIAVA MAI IMPRESSIONARE DA DIPLOMI O LAUREE. ESAMINAVA LA PERSONA, NON IL CERTIFICATO.
(Anthony de Mello)
SETTEMBRE, È TEMPO DI “VENDEMMIA”
Settembre, da quando è nata la nostra scuola, è sempre stato un mese importante per tutti noi: per gli istruttori, che devono creare l’anno che verrà, e devono raccogliere i frutti del loro lavoro dell’anno passato. Per gli allievi è il mese in cui si preparano al meglio per una verifica del loro lavoro. Gli ultimi giorni di settembre, poi, c’è “l’adunanza”. Tutti gli allievi dei vari centri, dei vari corsi, si incontrano, si scambiano idee e si raccontano le loro avventure nel mondo (shiatsu e non). Quei giorni sono pieni di emozioni per tutti. Ognuno arriva “bagnato con il suo sudore”, con la sua esperienza, con la gioia o la paura, con la preoccupazione o la tensione. Ognuno diverso, ognuno con la sua vita. In quei giorni si respira tutto questo. Leggerezza e pesantezza si mischiano.
Vorrei dare alcuni consigli a tutti, perché, anch’io, ho dovuto superare molte prove, e l’esperienza dell’esame di shiatsu mi ha aiutato moltissimo.
Mi ricordo quando andavo a scuola, e un insegnante mi interrogava o mi dava un brutto voto, era sempre colpa sua, era lui che ce l’aveva con me.
Quando feci il mio primo esame di shiatsu fu un’avventura. Ai miei tempi solo il M. Yugi faceva gli esami, e il Maestro aveva (o ha) un carattere diciamo un po’ bizzarro. Non sapevi mai niente di come si sarebbero svolte le cose e quando. Ti avvisava all’ultimo momento. Passavi i giorni del seminario (di solito era una settimana) a fare lavori che in quel momento (pensavo) non c’entravano niente con lo shiatsu, come lavorare nel bosco, preparare il pranzo, persino mi ricordo, costruire una casa, naturalmente le pareti vennero tutte storte e dovemmo abbatterla. Ero angosciato, sfiduciato, e in preda alla rabbia e alla collera dicevo: “ma come? Pago 500.000 lire per fare un esame? E questo ci fa lavorare senza un senso, senza progetti, senza un perché? Solo per tenerci occupati! ma chi me l’ha fatto fare?”
Con il passare degli anni capii che un senso, un progetto, un perché c’erano. Poi una notte, saranno state le tre, mi chiamò e mi disse: “adesso sei pronto? Vieni a farmi shiatsu”. Mezzo addormentato feci lo shiatsu più bello della mia vita (scherzo naturalmente!). Passai l’esame benissimo. Questo è un racconto, un esperienza, che mi fece capire molte cose. Cambiò radicalmente il mio atteggiamento, e da quel giorno mi assunsi un po’ più le mie responsabilità.
Questa storia non c’entra niente con i nostri tempi e i nostri modi di fare le verifiche ma c’entra con l’atteggiamento.
Gli istruttori, gli assistenti non sono lì per castigare gli allievi, ma al contrario sono lì per condurvi al meglio in quest’avventura.
L’esame è con voi stessi, non con noi. Se avete fatto la pratica necessaria tutto si svolgerà come voi lo avete desiderato. Le discussioni nascono solo con quegli allievi che pensano di prenderci per il …naso, ma in realtà sono loro stessi che si prendono in giro. Il diploma è solo un pezzo di carta, la vita è vera e sarà lei a promuovervi o a respingervi.
Detto questo auguro buon lavoro a tutti. Venite a cuor leggero (e con le schede fatte) e aiutateci a rendere questi incontri meravigliosi e importanti momenti che un giorno potrete raccontare ai vostri figli prima di andare a dormire.
Lo shiatsu è come fare all’amore, unisce le persone non le divide! Rende le persone più armoniose, e lasciatemi dire… più belle!!!!
BUON RACCOLTO A TUTTI!
dal vostro ir…responsabile Nino Martinelli
Alpe Veglia “Monte Leone”
CHI VUOI ESSERE?
AMICO O ASSISTENTE?
La scuola Shiatsu Nimà oltre a formare professionalmente gli allievi a diventare specialisti nel settore, crea famigliarità e amicizie profonde. Anche se le sedi della scuola sono distanti tra loro, i legami che si formano durante i corsi e gli eventi sono molti forti e perdurano al tempo e ai chilometri. Questa è la ragione per cui molti diplomati rimangono nella scuola anche dopo il termine del loro percorso formativo, partecipando ai corsi di aggiornamento, prendendo parte a qualche week end di corso, o diventando assistenti della scuola.
Tutto questo movimento di persone, anzi di amici, ha reso però necessaria una regolamentazione precisa in modo che all’interno dei corsi tutto sia trasparente.
La prima figura è naturalmente quella dell’istruttore cioè di colui che gestisce l’intera lezione e che è responsabile del corso. A lui spettano le decisioni in relazione alla didattica del programma, allo svolgimento della lezione, alla trasmissione chiara del sapere, all’utilizzo di spazi e tempi, alla gestione delle dinamiche di gruppo ecc… Lo shiatzu non è la mera applicazione di una tecnica, ma è la realizzazione di un modo di essere e di pensare, stabile, rilassato e perpendicolare, applicabile nella vita ordinaria e nelle vicende della quotidianità, e prima di insegnare “questo” bisogna diventare “questo”.
Mi sembra superfluo aggiungere che non si diventa istruttori da un giorno con l’altro ma il percorso è lungo, faticoso e non giunge mai ad una fine, perché c’è sempre l’opportunità di imparare, di cambiare e di migliorarsi.
Quando un allievo si trova tra le mani il diploma e desidera far parte della comunità della scuola la prima cosa che deve fare è porsi semplicemente una domanda: “chi desidero essere all’interno della scuola?”
In base alla risposta che ognuno si da, la scuola offre varie possibilità:
“voglio essere amico dello shiatsu”: l’amico dello shiatsu è colui che prende parte alla vita della scuola in qualità di auditore durante i corsi e di ausilio agli eventi. Non ha l’obbligo di partecipare in modo costante a nessun corso, a nessuna pratica libera o ad altre iniziative. Nonostante sia libero da impegni, è tuttavia investito da una sorta di codice morale nel momento in cui entra in relazione con gli allievi del corso. Il codice morale è semplicemente il buon senso nel parlare, nel fare, nell’ascoltare. In altri termini “essere perpendicolare”, interagendo con l’istruttore se percepisce problemi all’interno della classe.
Ben diverso è il ruolo dell’assistente. Se la risposta alla domanda di prima è “voglio essere assistente perché desidero diventare istruttore”, allora gli impegni e le responsabilità sono maggiori.
Quando si diventa assistenti ci si impegna a partecipare a tutti i week end previsti anche se questi sono distanti dalla propria sede. Si osserva la puntualità e il proprio modo di stare in aula e in gruppo. Si ascolta, si studia, si segue gli allievi. Si mantiene un codice morale impeccabile perché quando si passa dall’altra parte della barricata si diventa “un esempio da seguire” e “un punto di riferimento” agli occhi degli allievi. Quando l’allievo ha problemi o personali o rispetto al corso, rivolge domande e critiche all’assistente con cui si sente maggiormente a suo agio. Egli diventa il mediatore, il confidente, il diplomatico assumendo il ruolo di intermediario tra allievo e istruttore. Il compito va gestito bene con intelligenza e responsabilità.
È d’obbligo partecipare ai corsi di aggiornamento o agli eventi della scuola altrimenti non si conoscono le modifiche ai programmi, alla didattica, e a tutte le innovazioni che la scuola sviluppa di anno in anno. Anche le riunioni e gli incontri fino a tarda notte sono sempre spunto di riflessione e di crescita. Insomma non si finisce mai di andare avanti.
Desidero sottolineare che non esiste un ruolo più stimato o degno di considerazione rispetto all’altro, ma esiste la coerenza e il senso di responsabilità nell’assumersi un compito; è solo questo che rende onore alla persona non al titolo.
Lo shiatsu, come avrete ben capito, non termina con il diploma alla mano ma continua a crescere e a svilupparsi fino a quando lo sosteniamo e lo nutriamo con cibo di ottima qualità: passione, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, sempre.
Il prossimo mese ripartiranno i corsi per l’anno 2009/2010, se desiderate intraprendere un cammino più impegnativo ma più sfizioso, durante l’esame gli istruttori saranno lieti di accogliere le vostre domande e richieste.
Luigina Fortis
Per idee, proposte, pensieri o semplicemente per la voglia di scrivere qualcosa sulla propria esperienza di shiatsu scrivete a: luiginafortis@alice.it
Benvenuti al primo numero del Giornalino Shiatsu Nimà!
Allievi, amici dello shiatsu, istruttori, assistenti, simpatizzanti e altro, condividiamo la nostra passione per lo shiatsu e scambiamoci impressioni, esperienze, dubbi e perplessità, così che non ci siano più chilometri che ci dividono ma solo lo schermo di un computer. Da Rimini a Verbania, da Rovigo a Trento, da San Donà di Piave a Milano, creiamo una rete di comunicazione attraverso la quale tutti noi possiamo scrivere storie e avventure di pollice, oppure segnalare iniziative shiatsuche nel nostro territorio.
Chi desidera far conoscere il suo pensiero basta scrivere a questo indirizzo e-mail: luiginafortis@alice.it.
In questo numero:
* SULLE ONDE DELLO SHIATSU (esperienza di un’allieva)
* LO SHIATSU NELLE DIFFICOLTA’
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“Noi guidiamo la nostra vita come acqua che fluisce lungo una collina, e andiamo più o meno in una sola direzione, finché non sbattiamo in qualcosa che ci costringe a trovare un nuovo percorso”
Memorie di una Geisha
SULLE ONDE DELLO SHIATSU
(esperienza di un’allieva)
Anche se ostacolata da imprevisti vari, sono riuscita a partecipare all’ultimo incontro con Giorgio sui 5 elementi e ne sono proprio soddisfatta!
Per la prima volta sono andata senza di voi, ed il tempo trascorso da sola in treno, mi ha permesso di fare una serie di riflessioni su questi due anni che sono passati in un attimo.
Devo ammettere, che più cose imparo, e più mi rendo conto dell’immensità della mia ignoranza, e quel mio sentirmi sicura e felice per le “cose imparate” alla fine del primo anno, ha lasciato spazio ad un nuovo modo di pormi alle innumerevoli lezioni della vita, con una sorta di umiltà e di stupore.
Mi sto inoltre rassegnano all’idea che non ci sia sempre una risposta alle mie infinite domande, anche perché, difficilmente, la risposta può essere unica.
Una delle poche cose che sono certa e felice di aver capito, è che le situazioni cambiano continuamente, proprio come i punti alterati, e se prima vivevo i miei stati d’animo lasciandomi travolgere, ora riesco ad osservarmi mentre li vivo…(non garantisco per la paura di viaggiare in macchina o in aereo!)
Mi sto accorgendo, che il tempo non è solido, come speravo quando facevo delle mie esperienze negative cubetti di ghiaccio da mettere via per non contaminare la mia “nuova felicità”…ma è fluido… e costantemente il nostro vissuto si riaffaccia al presente, proprio come le onde del mare si infrangono sulla spiaggia.
Per questo sto iniziando ad apprezzare questa mia nuova “unicità” composta da tanti piccoli pezzi diversi tra loro senza più voler dare a tutti costi una logica ed una spiegazione ai miei stati d’animo.
Grazie è una parola che si usa per tante occasioni, anche se purtroppo sta passando di moda, ma è l’unica che conosco per esprimere la gioia che provo per questa mia nuova consapevolezza…
E allora GRAZIE a te, allo shiatsu, al nostro gruppo e a tutte le persone che come specchi riflettono una parte di noi, permettendoci di aggiungere un pezzo del nostro puzzle ad ogni incontro, ad ogni trattamento!
Manuela Piccinelli
LO SHIATSU NELLE DIFFICOLTÀ
Cari allievi della scuola,
qualche tempo fa ho saputo che una mia amica shiatsuka, anche se non più praticante, si è sottoposta ad un intervento chirurgico per un tumore benigno. Dopo tre mesi dall’operazione era ancora molto debole e faceva fatica a riprendersi. Le ho chiesto perché non si faceva fare shiatsu e lei mi ha risposto in modo evasivo senza dare troppa importanza alla mia domanda. Mi sono chiesta cosa avesse compreso dello shiatsu e se ne conoscesse veramente gli effetti. Forse la scuola con cui ha studiato non l’ha preparata bene oppure non ha avuto la possibilità di fare molta esperienza.
Desidero che nella scuola Nimà siano chiari alcuni concetti. Voglio che ogni allievo che si diploma nella nostra scuola sia pienamente consapevole dello strumento che ha “tra le mani”.
Nella vita ci si trova di fronte a difficoltà di ogni genere e intensità. Ognuno di noi può guardare indietro nel tempo e vedere nella propria vita lo scorrere di situazioni dolorose, perdite, malattie. Io vi racconto la mia storia non perché sia straordinaria ma perché lo shiatsu l’ha resa straordinaria, e in essa ognuno di noi si può rispecchiare e trarre qualche spunto per andare avanti. Potrei dividere la mia vita in due parti: la “ante shiatsu”, dove non conoscevo minimamente né lo shiatsu né il mondo, un po’ misterioso, dell’energia, e dove le difficoltà di crescita erano spesso accompagnate da periodi di tristezza e depressione. Poi ho scoperto lo shiatsu, me ne sono innamorata e pian piano la mia vita è cambiata. Lo shiatsu mi ha permesso di scoprire me stessa e di valorizzarmi al meglio. Anche nel periodo “post shiatsu” ho avuto difficoltà, anzi potrei dire che le difficoltà più profonde le ho vissute in questi ultimi anni. Ho avuto nel giro di tre anni, due lutti famigliari (mia madre e mia sorella) che mi hanno messa a dura prova.
Lo shiatsu è stato per me miracoloso da due punti di vista: il primo è che ho costantemente applicato lo shiatsu sia a mia madre che a mia sorella, entrambe affette da tumore, per tutto il tempo della loro malattia. Ho potuto constatare il suo effetto durante i mesi di chemio-terapia, e negli ultimi giorni di vita. Nel periodo di chemio lo shiatsu le aiutava a prevenire o ad annullare i disagi classici che questo tipo di terapia comporta: nausee, stanchezza, inappetenza, rigidità articolare, problemi intestinali ecc, senza contare i disagi psicologici dovuti alla perdita di capelli, ai pensieri sulla morte ecc. Entrambe hanno continuato la loro vita normale. Mia madre andava in bicicletta tutti i giorni a fare la spesa. Mia sorella ha continuato a svolgere il suo lavoro e a recarsi all’estero per fiere ed eventi. I dati ematici erano sempre nella norma. Poi è avvenuto un tracollo. D’improvviso tutto è peggiorato, è comparsa la febbre ed entrambe si sono allettate. La chemio è stata sospesa (finalmente) ma i loro corpi non ce l’hanno più fatta a recuperare. Da lì è iniziata la corsa per alleggerire i sintomi che si presentavano all’improvviso e in modo acuto. Facevo shiatsu, moxa, pulizia energetica, massaggi ai piedi e tutto ciò che in quel momento mi passava per la testa. E la cosa sorprendente era che tutto funzionava. Difficoltà a respirare? Qualche meridiano e la ventilazione tornava normale. Afonia improvvisa? Piccolo trattamento e la voce tornava. Dolori acuti? Punti di moxa sulla pancia o sulle gambe e piedi e il dolore svaniva. L’effetto non durava molto, tuttavia per qualche ora si sentivano meglio. Quando tornavo a casa la sera, studiavo punti e strategie in modo che fossero il più efficaci possibile. Nonostante facessi shiatsu da anni, credo che non avessi capito fino a quei momenti quanto fosse potente e forte. Sorprendente! Nonostante fossi spesso assalita da crisi emotive, quando mi mettevo a lavorare su di loro entravo in un mondo ovattato dove esisteva solo concentrazione, intuizione e applicazione. In quei momenti non c’erano pianti, angosce, preoccupazioni, c’era solo shiatsu. Tutto ciò non ha salvato la vita a nessuna delle due, ma ha permesso di accompagnarle nel trapasso in modo amorevole e meno doloroso possibile.
Arrivo al secondo punto: quando tutto è finito il vuoto e la disperazione mi hanno assalita. Ho chiesto subito aiuto e mi sono sottoposta a trattamenti shiatsu. Dopo il lutto di mia sorella, tre anni fa, due mie allieve del primo anno si sono offerte di farmi il Katà. Pian piano ho sentito il cuore alleggerirsi e liberarsi dalla morsa opprimente che mi toglieva la gioia di vivere. La mia ripresa è stata rapida. Ho ricominciato quasi subito a lavorare rendendomi conto che quando facevo trattamenti mi sentivo bene perché tagliavo fuori la mente e le emozioni. Il binomio fare-e-farsi-fare-shiatsu è a dir poco miracoloso.
Cari allievi della scuola, qualsiasi problema o difficoltà possiate avere, applicate questo binomio! Quando siete nella fase di convalescenza dopo l’influenza o la polmonite. Quando siete nel periodo post-operatorio. Quando non vi va più bene nulla. Quando avete molta confusione in testa. Quando gli eventi intorno a voi vi stanno togliendo l’aria. Quando sentite la tristezza nel cuore. Quando ne avete la necessità. E gli effetti sono garantiti… sempre! L’esperienza con la mia famiglia è stata fatta con il bagaglio di conoscenza e applicazione che avevo allora. Dopo tre anni le mie conoscenze in questo campo sono aumentate e le modalità con cui faccio trattamenti sono completamente diverse. Non serve chiedersi come sarebbe andata tutta la faccenda se, allora, avessi applicato la conoscenza di oggi…Ecco perché continuo a studiare shiatsu! Ecco perché colgo sempre le opportunità che la scuola mi offre per poterlo fare!
Luigina Fortis
CONTINUA L’ESTATE A SUON DI POLLICI E DI CAMBIAMENTI CON IL TERZO NUMERO DEL GIORNALINO SHIATSU NIMA’.
IN QUESTO NUMERO:
v ANCHE IL CERVELLO PUO’ CAMBIARE
v INNO AL CAMBIAMENTO
v RIFLESSIONI SULLA MIA REALTA’ IN CAMBIAMENTO
“Diventa il cambiamento che vuoi che il mondo sia”
Mahatma Gandhi
ANCHE IL CERVELLO PUO’ CAMBIARE
Una ricerca scopre che sei mesi di camminate hanno aumentato la memoria e l’arco di attenzione dei partecipanti.
Il professor Arthur Kramer dell’Università dell’Illinois di Urbana sta sfidando la convinzione che per lungo tempo ha dominato il mondo della neuro-scienza secondo cui il cervello è stabilizzato, fisso, immutabile. Kramer dice che cambiare la dimensione e la funzione del cervello è facile come fare pochi passi. “Noi sappiamo che in un periodo di sei mesi si può ottenere un miglioramento del 50% della memoria e dell’attenzione”, dice Kramer. “Questo è assolutamente straordinario”.
Kramer ha fotografato i cervelli di 60 partecipanti prima e dopo sei mesi di camminate e ha rilevato una crescita in aree del cervello responsabili della memoria e della presa di decisioni.
“Sono rimasto sorpreso di quanta flessibilità abbiano i cervelli di persone di una certa età, perchè fino ad una decina di anni fa tutti credevano che il cervello si deteriorasse con l’avanzare dell’età. Non è così”, afferma. “Non è per nulla così. La plasticità è il vero rafforzamento delle connessioni tra i neuroni, che ferma e, si, persino inverte la perdita di memoria. L’esercizio fisico aiuta e così anche gli esercizi mentali.”
Anche Mike Merzenich, professore all’Università della California di San Francisco dice: “il cervello in realtà corregge se stesso. Esso cambia plasticamente se stesso man mano che si sviluppano nuove capacità e abilità, che si imparano nuove cose”.
Brani tratti da: CBS NEWS il 17 Gennaio 2007
INNO AL CAMBIAMENTO
Alcuni mesi fa mi capitò di parlare con alcuni allievi a proposito del concetto del cambiamento. Rimasi stupita dalla paura che questa parola provoca nelle persone. Questi allievi mi dissero che non erano d’accordo con la ricerca del cambiamento all’interno del trattamento di shiatsu e che il puntare a questo a tutti i costi equivaleva per loro a creare più danni che benefici.
Lo shiatsu è cambiamento, semplicemente perché riporta in equilibrio ciò che prima non lo era. Lo stato di equilibrio è una condizione naturale e non è in alcun modo una forzatura. Viviamo immersi nel cambiamento: l’alternanza delle stagioni, i cicli lunari, la luce e il buio delle giornate. Le nostre cellule sono in continuo cambiamento: nascono, crescono e muoiono con una rapidità sorprendente. La scienza stessa ha scoperto che il cervello stesso può cambiare. Eppure il cambiamento fa paura.
Durante il percorso di shiatsu, in modo particolare al secondo anno di corso, l’allievo si focalizza sul sentire le alterazioni e i relativi cambiamenti in modo da risolvere la problematica per la quale si richiede un trattamento. Studia strategie e azioni efficaci affinché i punti alterati reagiscano e tornino alla normalità. Ma non sempre questo è possibile: talvolta, nonostante tutte le manovre e le inventive del mondo, il malessere continua a persistere e l’ambito cambiamento, sempre ammesso che sia avvenuto, dura ben poco. Dietro qualsiasi problematica fisica o psicologica risiede sempre un atteggiamento, un modo di essere, che è frutto di anni di abitudini, di condizionamenti, di regole imposte da non so chi, che hanno contribuito ad oscurare la vera essenza di una persona. Recidere gli ormeggi che tengono impigliata una personalità non è cosa da poco e richiede, come ingrediente indispensabile, la volontà della persona stessa. “SE UNA PERSONA NON VUOLE CAMBIARE, NON C’E’ ALCUNO SHIATSU CHE POSSA FARLO”.
Lo stupendo effetto che lo shiatsu provoca è quello di alleggerire talmente tanto la persona da renderla consapevole delle cose che non vanno più bene nella sua vita. La lucidità mentale, la vitalità e l’autostima ritrovata daranno la spinta a cambiare ciò che è necessario. Spesso tutto ciò avviene in modo così naturale che la persona trattata si ritrova finalmente a vivere e a godere di una felicità mai provata prima. Ma non sempre è così!
La parte di se stessi che è stata costruita nel corso degli anni dalle regole e dai condizionamenti sociali si opporrà sempre a qualsiasi cambiamento soprattutto quando questo cambiamento va a minare secolari sistemi di credenze. Allora si apre una lotta, a volte sottile, a volte cruenta, e molto spesso, sul campo di battaglia, è proprio il cambiamento a dichiarare la resa e a soccombere perché non ha voglia di fare i conti con i sensi di colpa, con i rimorsi e con emozioni troppo pesanti da gestire. Molto più accettabile e comodo rimanere nello status quo, rassegnandosi a vivere una vita piatta e mediocre. Lo shiatsu non ha indotto violenza, non ha imposto un modo di essere ma ha fatto intravedere uno spiraglio di luce. C’è chi esulta per il raggio di sole che lo abbraccia, c’è chi si ripara gli occhi e continua a guardare nel buio.
Ricercare il cambiamento è sempre un atto d’amore nei confronti di Ukè ed è altresì un atto d’amore accogliere la sua decisione di non cambiare, senza avanzare giudizi o polemiche.
Comunque l’obbiettivo dell’operatore deve essere sempre rivolto verso la spinta al cambiamento per creare un “nuovo cervello”, una nuova civiltà, un nuovo mondo.
Ci siamo mai chiesti perché l’umanità non progredisce mai? Siamo passati dal vivere nelle caverne alle case iper-tecnologiche, ma interiormente in cosa siamo cambiati? Perché continuiamo a farci guerra e a massacrarci? Perché non sopportiamo chi è diverso da noi nella cultura, nella lingua, nella religione, nel colore della pelle? La storia continua a ripetersi, generazione dopo generazione, millennio dopo millennio e sul palcoscenico della vita cambiano solo i ruoli: chi prima era carnefice ora piange perché è diventato vittima.
Allora io innalzo a gran voce un inno al cambiamento, e un inno al trattamento che ricerca questo, questo e ancora questo!
Consideriamo il cambiamento come l’opportunità che la vita ci offre per guardarci dentro e vedere quanto belli siamo per imparare finalmente a vivere bene e rendere questo mondo il paradiso dell’universo.
Luigina Fortis
RIFLESSIONI SULLA MIA REALTÀ IN CAMBIAMENTO
Oggi è davvero una splendida giornata di sole, il lago è increspato da un leggero vento. Io sono felice di aver creato questo panorama per i miei occhi e la mia anima.
Da poche settimane, ma dopo tanto tempo di letture e pratica, sono arrivata a sostituire quelle frasi come: cosa mi è capitato? come è successo? che cosa è stato? chi è stato? cosa succede? con una sola domanda per tutto:
“CHE COSA HO CREATO?”
Mi fa’ sentire autore, responsabile, protagonista, partecipatore, e molte volte ho anche la risposta.
Da qualche parte ho letto o sentito che solo le domande esatte danno la risposta esatta. Esatto…mah: Che cosa ho creato?
Così mi ritrovo ad interrogarmi quando guardo una bella giornata di vita, e di sole e chiedermi: che cosa ho creato? Mi rende autore, responsabile, protagonista e partecipatore di questa bella giornata.
D’ altro canto quando una giornata va…come dire…storta, quando c’è un’incomprensione, un litigio, la domanda è sempre la stessa: che cosa ho creato? Ancora una volta mi sento autore, responsabile, protagonista e partecipatore di quell’evento. E a volte la sola domanda mi svela il significato di quella creazione.
Nel mio giardino ci sono mille colori, profumi e suoni. Ho parcheggiato l’auto sotto un albero fiorito ed il vento, molto delicatamente, l’ha coperta di piccolissimi petali bianchi. E il profumo tutt’intorno! Che cosa ho creato? Ancora una volta mi sento autore, responsabile, protagonista e partecipatore di questa realtà.
Ho letto che l’aria che respiro è la stessa che soffia sugli oceani, sulla terra. Che l’acqua che scorre nei fiumi e si riversa nell’oceano è la stessa che scorre insieme al mio sangue nelle vene. Ho letto che questo basta ad essere tutt’uno con tutto. Allora io sono il tutto ed il tutto è in me.
Io sono l’aria, l’acqua, il vento, il suono, il profumo. Io sono albero e legno, sono corteccia e sono bocciolo. Che cosa ho creato? Ancora una volta mi sento autore, responsabile, protagonista e partecipatore di quell’evento.
Osservo i boccioli e guardo lo spuntare dai rami, apparentemente secchi, senza colore, senza nulla, di un barlume di vita, che prende forma, colore e che noi chiamiamo foglia, fiore. E poi vedo “vivere” tutto questo divenire, ed il fiore si apre al mondo di pioggia e di sole, di vento e di bufera, di giorno di notte. E poi i rami lo lasciano andare, per diventare frutto e poi abbandonano anche il frutto per divenire cibo, e le foglie consolano i rami per tutta la stagione estiva per la perdita del fiore e successivamente per la perdita del frutto. Questo succede da anni, da secoli, da sempre. Che cosa ho creato?
Ancora una volta mi sento autore, responsabile, protagonista e partecipatore di quell’evento.
Ed io se sono albero e sono ramo comprendo e assecondo questo trasformarsi della vita, comprendo che ogni cosa è in me ed io in ogni cosa.
Comprendo… ma non tutto, e resto ancora a chiedermi: che cosa ho creato? Ancora una volta mi sento autore, responsabile, protagonista e partecipatore della mia vita. Ed intanto vivo, adesso.
Agnese Mautone
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